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Creatore di gioielli, Arcangelo Bungaro ha dedicato una delle sue collezioni agli animali. In questa intervista ci spiega la sua filosofia creativa e anche come la sua passione per i cani l’abbia portato a dar vita ad un allevamento di bouledogue francesi.

Si dice che ogni gioiello sia una scultura in miniatura, un’affermazione che sicuramente vale anche per le creazioni di Arcangelo Bungaro. Le sue varie collezioni, che comprendono anelli, orecchini, pendenti, si caratterizzano infatti per uno stile personale e raffinato che riflette la personalità curiosa e sensibile del creatore. Ma i gioielli, non sono l’unica passione di Bungaro.

Questo progettista milanese da poco traferitosi a Parigi, ama molto anche i cani, una passione che l’ha portato a dedicar loro una collezione e a dar vita ad un allevamento di bouledogue francesi. Ma lasciamo che sia lui stesso a raccontarsi…

Arcangelo, la tua formazione artistica ti ha permesso di collaborare in questi anni con vari marchi della moda e del design. Puoi dirmi quali? Sono stato il designer di riferimento per tutti i progetti riguardanti il settore gioielli di Breil.
Per questo brand ho inventato i gioielli in acciaio multindosso che hanno aperto un nuovo mercato in Italia e nel mondo: da questa intuizione si è sviluppata infatti tutta la produzione di gioielli in acciaio sia da uomo che da donna.
Ho anche collaborato con altri marchi come Alfieri St John, Dolce & Gabbana e vari brand arabi poco conosciuti in Italia.

Che cosa ti ha spinto ad abbracciare questa professione? Lavoro in questo settore da 25 anni e in questo lungo arco di tempo il mio approccio alla professione, come è naturale che sia, è cambiato, si è evoluto. Se in passato ero interessato a indagare l’origine del gioiello -non solo come accessorio utilizzato per ostentare il proprio status, ma soprattutto per il suo valore simbolico e rituale- oggi la mia ricerca si focalizza su altri aspetti.

Quali? Oggi mi interessa riscoprire antiche tecniche di lavorazione e stilemi formali che amo reinterpretare in chiave contemporanea.

Come descriveresti in poche parole la tua cifra stilistica? Direi che è quella di creare oggetti, definibili gioielli, con una forte componente simbolica e capaci di trasmettere chiaramente la mia ricerca stilistica. Nel gioiello infatti esprimo me stesso, non mi affido a canoni formali o estetici predeterminati…

Tra le tue principali fonti di ispirazione citi la natura e la storia. Esistono altri campi della creatività che stimolano il tuo lavoro? Per me è sempre stato di fondamentale importanza l’ambiente in cui vivo. Mi riferisco sia all’ambiente naturale che a quello culturale. Posso ad esempio subire l’influenza di una corrente artistica oppure di un determinato artista che si è espresso attraverso la pittura, la scultura o l’architettura, il mezzo non è poi così importante. Da un punto di vista generale posso dire che mi piace immergermi in tutto ciò che mi suscita emozioni che derivano spesso anche da campi molto distanti dal gioiello. Queste emozioni le assorbo e le lascio sedimentare in me, affinché, in maniera sotterranea, interagiscano tra di loro e riemergano, con il tempo, sotto forma di gioielli.

Quanto dici mi fa pensare che in effetti non è sempre facile individuare con certezza ciò che influenza un’opera perché il processo di creazione artistica ha una forte componente inconscia…
Esatto ed è proprio questo l’aspetto che più mi piace: scoprire a distanza di tempo l’origine formale di certi gioielli… Nulla nasce dal niente.

Parliamo ora della tua collezione Dog che oltre a cani comprende gatti e altri pet…

Cosa ti ha spinto a dedicare una serie al mondo animale? Una delle mie grandi passioni insieme al design e all’arte sono i cani. Una passione che mi ha portato, insieme al mio coniuge, a dar vita ad un allevamento di bouledogue francesi. Per aprirlo abbiamo selezionato una serie di campioni mondiali, esemplari che hanno vinto numerosi concorsi. Direi che quest’allevamento che si chiama “De la ciboulette” è una passione che coltivo come un hobby.

Dove si trova l’allevamento? Nella campagna alle porte di Parigi, dove i cani vivono felici e contenti…

Ma torniamo alla collezione Dog…

È una collezione dedicata agli animali, con una predominanza di pezzi dedicata ai cani ma anche ai loro padroni. I bouledogue francesi sono i più raffigurati ma ci sono anche altre razze. Dal punto di vista stilistico direi che è una serie più sofisticata rispetto a quelle che si trovano sul mercato dedicate agli animali. C’è un accostamento tra pietre e materiali preziosi e le forme sono molto elaborate.

A proposito di cani immagino che la razza che preferisci sia quella dei bouledogue francesi…
Sì, certo anche se all’amore per il bouledogue francese, ultimamente si è aggiunto quello per il griffone belga. Sono dei piccoli cani, barbuti e molto simpatici! Il mio è un maschio che si chiama Cubo. Proprio a questa razza dedicherò alcuni gioielli a cui sto lavorando.

Hai anche bouledogue immagino…
Si in tutto abbiamo cinque cani, quattro bouledogue e un griffone.

Quali sono le caratteristiche che ami di più di queste due razze? La simpatia, l’immediatezza e il volto umano del bouledogue francese, il carattere effervescente, spiritoso e dinamico del griffone belga.

Realizzi gioielli anche su richiesta, vero? Sì. La mia produzione in effetti si sviluppa su più piani: ci sono i gioielli più di massa con un target piuttosto ampio che realizzo per le aziende, c’è la collezione Arcangelo Bungaro caratterizzata da pezzi frutto della mia ricerca personale ed infine ci sono i gioielli tailor-made che realizzo su richiesta specifica. In questo caso appronto un progetto che realizzo solo dopo aver avuto l’approvazione del cliente.

Un’ultima domanda: hai un laboratorio/negozio dove sia possibile vedere ed acquistare le tue creazioni? Lo avevo a Milano ma da poco mi sono trasferito a Parigi. Le mie creazioni a breve saranno comunque presenti sui social (Instagram e Facebook).

Chi vorrà acquistarle invece potrà farlo attraverso il mio sito che è
www.arcangelobungaro.com/it/

 

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