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Quando pensiamo ai cavalli, la mente richiama immagini di natura, sport, eleganza lusso… Aprite gli occhi e pensate di farvi assistere da questi splendidi animali in azioni di coaching aziendale per lo sviluppo della personilità e dei gruppi.

Pioneri di questa idea sono stati alcuni trainer come Mickey di Giacomo, Ariana Strozzi, Carolyn Resnick che per primi hanno studiato tecniche di formazione assistita con i cavalli che si sono poi perfezionati in percorsi di coaching manageriale e di gruppo.

Perché i cavalli?

I cavalli sono gli animali che hanno maggior empatia, capacità relazionali e comprensione del linguaggio del corpo umano all’interno del regno animale. – Eva Tarceno

Agiscono con gli uomini come uno specchio, riflettendo sia i punti di forza che quelli di debolezza, lasciando la persona in balia delle sue emozioni mettendone in luce le tensioni, le paure, la capacità di leadership, la capacità di comunicazione, l’aggressività dei movimenti, la passività…

Se ciò non bastasse, i cavalli seguono una gerarchia molto chiara, identificando sempre un leader che può garantire comfort e sicurezza per tutto il branco.

Nel mondo animale il leader deve essere in grado di saper comunicare le proprie idee in modo che il resto del “branco” capisca e acconsenta. Un leader deve essere in grado di dare sicurezza ai membri del gruppo e allo stesso modo garantire la “sopravvivenza del branco”.

Un aspetto familiare al mondo della formazione della leadership nel mondo del business che potrà ottenere gli stessi risultati in un ambiente più confortevole e intrigante rispetto agli usuali spazi chiusi.

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