Ieri per la prima volta il Teatrino Grassi di Venezia si è aperto anche per gli amici pelosi a quattro zampe, per una singolare serata tra arte e filosofia. Nel foyer arriva divertito il direttore di Palazzo Grassi-Punta della Dogana Martin Bethenod e prende in braccio il carlino Rocco, accompagnato anche da Gillo, il barboncino rosso, il timido bassotto Lucky oltre a una ventina di altri cani.

L’incontro di ieri sera «Hot Dogs – Cani nell’arte» prendeva spunto da Mark Alizart autore del libro Chiens (2017, Presses Universitaires de France), che smonta i luoghi comuni teorizzando come i cani siano non solo migliore amico dell’uomo per l’affetto di cui sono capaci ma depositari della ricetta segreta della vera felicità. I cani e i loro padroni si accomodano all’interno del teatrino del museo, affollato anche da uditori senza Fido. «Una delle missioni del museo – introduce Bethenod – è diversificare il pubblico, oggi apriamo a un nuovo importante pubblico, quello dei cani».

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