Foto, line Amerigo Milano

“Eleganza e sartorialità artigianale per una capsule collection dedicata ai piccoli amici. Il nuovo lusso è la libertà di personalizzazione.”

Matteo Perego di Amerigo Milano ci racconta la sua nuova sfida.

Stile, unicità e personalizzazione, questi gli elementi fondamentali di Amerigo Milano, nuovo brand del lifestyle che propone un nuovo concetto di lusso: non solo possedere ma distinguersi dagli altri. 

Abbiamo incontrato Matteo Perego, cofondatore di Amerigo Milano, nel suo showroom in Brianza dove sono proposti una serie di oggetti di arredo cuciti su misura per i clienti. Un tuffo nell’eleganza e nella sartorialità artigianale che non scende a compromessi per quanto riguarda materiali e design.

«Da architetto con 25 anni di esperienza nel mondo dell’arredo ho notato che quando uno impara ad apprezzare certi dettagli non riesce più a tornare indietro». 

E così nascono le collezioni del brand che toccano ambiti diversi come home, fashion, urban bike e pets. Un viaggio che p0ne al centro la persona nella convinzione che «l’outfit non sia soltanto l’abbigliamento, ma tutto quello che gli sta attorno, che deve essere concorde con il proprio gusto e stile».

Da qui nasce la capsule collection dedicata ai piccoli animali domestici, con uno stile caldo, raffinato e allo stesso tempo accattivante, estremamente unico nel suo genere, sintesi di lusso, eleganza e modernità. Diretti ad un pubblico raffinato ed esigente, alla ricerca di idee innovative ed eleganti, in armonia con l’arredo e lo stile delle proprie abitazioni. 

«Penso che ci sia una grande lacuna nel mondo dell’arredamento di pregio. Abbiamo quindi creato un oggetto di design che possa integrarsi con il living che ha attorno». 

Ecco quindi le cucce pensate come un vero e proprio oggetto di design.

«Basta con le solite fantasie fiorate e forme che vengono proposte nei negozi di animali che nulla hanno a che vedere con le nostre case. Noi siamo andati a recuperare valigie e cappelliere dal sapore vintage unendole con materiali quali pelli, stoffe preziose e colorazioni ricercate» nel pieno rispetto del tema del viaggiatore che ritroviamo in tutti gli oggetti di Amerigo Milano. 

Un oggetto di uso comune che diventa unico: «Noi veniamo dal mondo casa, nell’arredamento si usano certi tipi di velluti, colorazioni, pelli. La cuccia per il cane deve avere gli stessi requisiti. Un oggetto non più da nascondere o mettere in un angolo ma che diventa parte del mio arredamento». 

La passione di Matteo si evidenzia dalla cura dei dettagli. 

«La valigia di legno non esiste più e noi siamo andati a riscoprire e recuperare questa arte grazie all’abilità degli artigiani della provincia di Varese che sono rimasti gli unici capaci di portare avanti questo tipo di lavorazione». 

La collezione è personalizzabile: cappelliere e valigie in varie dimensioni, materiali e colori per andare incontro alle taglie dei cani, cuscino con il loro nome e il badge della valigia con l’iniziale. A completare gli accessori per i nostri piccoli amici, come la pettorina Luxury, il collare e guinzaglio Mongram. Oggetti particolari che rispecchiano la personalità del proprietario, tutti rigorosamente fashion, perché ciascuno possa dire «questo oggetto è stato fatto per me». 

Cucce di lusso dal design vintage, Firenze e Portofino offrono un giaciglio confortevole e morbido, In pelle rosa o verde acqua da personalizzare con nome e iniziale, per amici a 4 zampe di taglia piccola e media.

Secondo Matteo l’outfit del cane deve diventare parte dell’outfit della persona: «il mio cane deve vestire con un gusto che a me piace, che vada a integrarsi con il mio. Il collare e il guinzaglio deve essere trattato come una borsa, con la stessa ricercatezza di materiali pelli, stile colori. Con diverse possibilità di abbinamento, esattamente come una borsa o una cintura». 
Un concetto, questo, che può essere portato avanti solo grazie alla cultura artigianale che fa parte dell’immaginario emozionale di Amerigo Milano. Una linea di cucce, per loro natura, pensata per cani di piccola taglia. Come il cane di Matteo, un Maltese bianco di nome Zoe, ma anche per il Bouledogue Francese, il Carlino, il Chihuahua o il Jack Russell Terrier. 

«Una cosa che piace tanto ai nostri clienti è l’estrema personalizzazione che rispecchia il concetto di esclusività: ogni persona è legata a un materiale o a un colore e nel segmento lusso la personalizzazione è fondamentale». 

Ricercatezza in opposizione all’omologazione: fatto con il mio tessuto, il mio colore. 

«Piccoli dettagli che fanno la grande differenza tra un oggetto seriale e uno fatto ad hoc. – sottolinea soddisfatto Matteo – Ad esempio, si parte dal divano del cliente e con lo stesso materiale e colorazione si confeziona la cuccia che ne diventa quindi un’appendice».

Grazie alla sua esperienza trentennale nell’arredo, Matteo è convinto che «nel mondo degli accessori per cani c’è davvero poco in questo senso, forse siamo solo agli inizi ma è evidente che la necessità di rispondere a queste esigenze farà strada. Come se ci fosse un distacco totale tra coloro che realizzano oggetti per gli animali domestici e quelli che fanno arredamento, come se non parlassero lo stesso linguaggio».

Se il nuovo chic è «questo oggetto è stato fatto per me», il concetto può essere portato avanti soltanto da abili artigiani. 

«Noi abbiamo un network molto ampio, con la grandissima fortuna di trovarci in Brianza dove qualsiasi oggetto, qualsiasi modifica, cucitura fatta a mano è possibile grazie al know-how, alla manualità e alle eccellenze presenti in questa zona».

È sicuramente un prodotto di nicchia, che rispecchia il cliente a cui si rivolge. 

«Abbiamo presentato questa nostra collezione a Milano, Courmayeur e Porto Cervo questa estate, con grande soddisfazione da parte dei nostri clienti. Abbiamo notato, che agli armatori è piaciuto molto il tema della valigia per il loro cane che sposa l’animo del viaggiatore in barca con lo stile e il design di costosi arredi. Oltre a questo abbiamo fatto una presentazione di queste cucce al Salone del Mobile insieme ad un’azienda di letti, per rispondere alla necessità di trovare un oggetto per far dormire i nostri piccoli amici che si integri con la camera».Quando il cane entra in famiglia si instaura un legame che non ti farà mai accettare compromessi. Questo nel settore di alta gamma si coniuga con tutte le necessità esclusive pensate per gli animali domestici, come la pasticceria, la Spa, i resort super lusso e gli abiti eleganti per i cani. 

«L’hotel a cinque stelle che scelgo deve dare delle risposte adeguate rispetto a come ospitare il mio cane e ai servizi a lui dedicati», Matteo è sicuro di questo. 

«Non si potrà più pensare di rivolgersi ai proprietari trattando i loro animali da compagnia come capita. Così come nel mondo della ristorazione il proprietario che va a mangiare in un ristorante stellato, vorrà un trattamento all’altezza per il proprio cane, dove possa sentirsi a proprio agio». 

Tanto più ci rivolgiamo a quell’ambito tanto più abbiamo bisogno di un oggetto che si distingua. 

«Stiamo sviluppando una serie di accessori rivolti al cane che si coniugano, ad esempio, con la bicicletta, come i cestini in pelle per il trasporto del cane, con il suo tappetino e gli anelli per agganciarlo al guinzaglio. Hanno delle fessure sui lati per permettere al cane di respirare anche quando è sdraiato, tutta una serie di accortezze per rispettare le esigenze dell’animale».

Una visione che porta Matteo a sviluppare i suoi oggetti con una cura maniacale del dettaglio.

«Da architetto sento la necessità di combattere la logica dei numeri e di coltivare una logica sartoriale. La necessità di aprire Amerigo Milano nasce dalla voglia di uscire dai criteri industriali che sviliscono il concetto del fatto su misura. La nostra grande scommessa è andare a toccare con questo concetto tutto il lifestyle». La sfida di Amerigo Milano è quindi la riscoperta di metodologie di lavorazione andate perdute, «non posso far utilizzare materiali e tecnologie industriali ad un artigiano, devo rispettare la sua indole».

A questo si aggiunge un aspetto puramente commerciale e, perché no, anche etico a cui Matteo tiene molto. 

«C’è una grande richiesta di Made in Italy nel mondo, una domanda che si rivolge esclusivamente alle eccellenze italiane. Purtroppo però il mercato globale oggi è dominato dall’industria. L’artigiano non avrà mai la forza di aprire un suo showroom a Hong Kong o a New York. Noi con Amerigo Milano siamo già online in 19 paesi, cosa che ci permette di portare la cura e la manualità dei nostri maestri all’estero. Con l’obiettivo finale di aprire un nostro showroom nelle grandi capitali dello shopping, come Milano, New York, Londra».
Uno spirito avventuriero nel cogliere le nuove sfide che si rispecchia nel nome, «abbiamo scelto di chiamarci Amerigo Milano in onore di Amerigo Vespucci per la nostra indole di andare a scoprire il mondo e nuove frontiere, questa volta non con le imbarcazioni ma con il web. Contrariamente a quanto succede nel settore della moda dove è già ampiamente utilizzato, nel settore dell’arredo di lusso l’ecommerce non è ancora considerato». 

Un modo di operare che per Matteo diventa imprescindibile e che si traduce nella sua idea di modernità e contemporaneità ben salda nelle radici del saper fare tradizionale. 

«Personalizzazione sarà sempre più sinonimo di raffinatezza, ed è quello che ci identifica. Questo diventa un impegno verso i nostri clienti anche nell’e-commerce, dove si può configurare liberamente il prodotto», cosa che rende Amerigo Milano unico. 

«Nella nostra piattaforma cerchiamo un rapporto esclusivo con i clienti. L’oggetto fatto su misura vuole un contatto diretto e l’e-commerce vuole risposte immediate: come “la voglio e subito”». 

Matteo ne è convinto. 

«Abbiamo disegnato, progettato e realizzato. I tempi sono maturi».

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